Carlo Barbero ci racconta:

".... è essenziale, per stabilire la giusta distanza tra il pensiero sull'arte e il personale conseguente operare, partire da quello che è stato l'incipit nella realizzazione della mia tesi di Storia dell'Arte elaborata alla Accademia di belle Arti di Torino dal titolo 'Giorgio Morandi incisore'.
.... questo lavoro, pur essendo il frutto di due anni di ricerche, non vuole essere esaustivo di tutta la produzione di Giorgio Morandi, del quale peraltro autorevoli personaggi della critica d'arte hanno scritto straordinarie edizioni monografiche. Il mio vuole essere un'ulteriore contributo-omaggio ad un grande artista del quale proprio in questi giorni (1990) ricordiamo il centenario della nascita, e che tutti gli studenti come me appasionati dell'arte dell'incidere avrebbero voluto conoscere in vita.
Nel 1964 mi accingevo ad entrare nel mondo della scuola: Morandi, per l'ultima volta, ci salutava con lo stile di tutta una vita: in silenzio, in solitudine ....."

E' evidente come il rapporto sinergico tra l'operare ed il magistero dell'insegnamento per Carlo Barbero sia per l'appunto un UNICUM, senza il quale il suo lavoro di professionista non avrebbe residenza.
La divulgazione, come la riflessione ed il concentrarsi su ed in se stessi, stabiliscono la spina dorsale del procedere.
Quello che ne segue è un atteggiamento implicitamente lento dove il valore del tempo è fondamentale; il tempo come attesa "della giusta luce", il tempo "romanticamente inteso" che determina la azione.
Lo scorrere del tempo è sinonimo riflessivo di ragionamento, di partecipazione affettiva ed emotiva dove nulla -o quasi- deve essere lasciato al caso e dove anche il caso -a volte- recita la sua importanza, sublimandosi nell'atto finale.

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Il metodo di Carlo Barbero si fonda, in sintesi, su alcuni punti focali essenziali:

- Dotare l'Allievo delle conoscenze e competenze tecniche necessarie su materiali, strumenti, metodologie

- Fare emergere con la Sua assistenza e con l'esempio pratico la necessaria sensibilità critica sugli aspetti compositivi, chiaroscurali, segnici per potere intervenire criticamente nel corso del dipingere/incidere.

- Lasciare che sia l'allievo, con un supporto maieutico, ad esprimere quanto nel suo profondo risiede.

Carlo Barbero è la "levatrice" del profondo dell'allievo, in un giusto equilibrio di insegnamento e rispetto dell'anima che emerge dall'allievo stesso.

 

 

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